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Pubblicazione N°10
 
 

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Pubblicazione N° 10

 

CONTRIBUTO DI ECOSISTEMI FORESTALI ALL'ARRICCHIMENTO DI CO2 DELL'ATMOSFERA: PRIMI RISULTATI

Atti della Proceedings of the First Italian IGBP Conference Mediterraneo e Italia nel Cambiamento Globale: un ponte fra scienza e società. Paestum (Salerno) 14-16 November 2002.

A. Benedetti, L.Pompili.

Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante

Abstract

La funzionalità degli ecosistemi forestali dipende da molteplici fattori. Fra tutti, quelli che non comportano un immediato effetto sugli ecosistemi, ma hanno comunque risvolti importanti se protratti su un lungo periodo perché teoricamente influiscono sulle successioni ecologiche e sullo svolgimento dei cicli degli elementi, sono di certo l'aumento del contenuto atmosferico di anidride carbonica e quello globale della temperatura. Il riscaldamento globale ad esempio può accelerare la decomposizione della sostanza organica del suolo (intervenendo sulla cinetica delle reazioni chimiche e biochimiche da cui tale processo dipende) aumentando di conseguenza il tasso di rilascio della CO2 nell'atmosfera che a sua volta incide sullo stesso processo di riscaldamento, essendo uno dei principali fattori che regolano la temperatura, incrementandolo. 
Con l'accordo raggiunto a Kyoto nel 1997 si è finalmente resa alle emissioni globali di anidride carbonica l'attenzione che meritava. Sulla base del "Protocollo di Kyoto" e della "Convenzione sui Cambiamenti Climatici" che ne è derivata, l'Italia ha adottato le "Linee Guida" per la realizzazione di politiche e misure nazionali per la riduzione delle emissioni dei gas serra. Partendo da queste iniziative il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MiPAF) ha approvato nell'anno 2001 il Progetto Finalizzato denominato "CLIMAGRI- Cambiamenti Climatici e Agricoltura", coordinato dal Dott. Domenico Vento, Direttore dell'Ufficio Centrale di Ecologia Agraria di Roma (UCEA), che ha il compito di stabilire il ruolo attivo dell'agricoltura sui cambiamenti climatici globali. Nell'ambito di detto progetto, al termine del suo primo anno di attività, l'Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante si sta occupando della raccolta dei dati relativi alle emissioni di CO2 in atmosfera da parte di suoli a diversa gestione ed al suo ruolo nei confronti dei processi relativi ai cambiamenti climatici globali.
Attualmente, non si è in grado di definire le dimensioni dei flussi di carbonio attraverso le piante, e quindi attraverso il suolo: non esistono, infatti, a livello italiano, dati sistematici ed organizzati in grado di confermare tali supposizioni. 
Nel presente lavoro sono stati trattati dati relativi a suoli di ecosistemi forestali, a diversa copertura vegetale (aree boscose naturali o riforestate, prati- pascoli, ecc.). Ognuno dei suoli considerati è stato classificato con un'opportuna scheda identificativa, che permette di ordinare le informazioni relativamente al tipo di suolo, alla copertura vegetativa, alla collocazione geografica e alla profondità in cui il prelievo è stato effettuato.
I dati finora raccolti corrispondono ad oltre 600 curve respirometriche a 14 giorni, ottenute mediante la metodica di Isermayer (1952). Nel presente lavoro saranno discussi i dati rilevati ad alcune aree del Nord, Centro e Sud Italia e corrispondenti a circa 150. Tali osservazioni permettono di individuare l'attività di respirazione dei microrganismi in suoli a diversa copertura, riportando valori di emissione giornaliera di CO2 iniziale - al primo giorno - e basale - al quattordicesimo- e valori di emissione cumulativa al quattordicesimo giorno. Inoltre sono riportate le caratterizzazioni dei suoli con particolare interesse ai parametri fisici (pH e capacità di ritenzione capillare) e chimici (carbonio organico totale, azoto organico totale). Tutti i parametri considerati sono stati scelti perché in grado di offrire informazioni sul turnover della sostanza organica nei suoli e sui processi di mineralizzazione del carbonio organico. 
L'analisi dei dati, suddivisi in base alla copertura vegetativa, tende a calcolare un insieme di indicatori statistici di tipo descrittivo (media campionaria, deviazione standard ed altri indici di posizione), supportati da misure di correlazione empirica e rappresentazione scatter delle coppie di indicatori trattati nel lavoro. I parametri utilizzati sono quelli relativi ai processi di mineralizzazione del carbonio nel suolo (valori di carbonio organico totale, di respirazione basale e cumulativa e di carbonio della biomassa microbica). È stato inoltre scelto un caso studio per le trasformazioni matematiche dei dati sperimentali in dati di pieno campo, poi utilizzati per la costruzione di un modello per il calcolo del bilancio del carbonio come contributo di uno specifico ecosistema all'arricchimento di CO2 dell'atmosfera.


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