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Pubblicazione N°1
 
 

 

Pubblicazione N°1

IL PROGETTO FINALIZZATO CLIMAGRI CAMBIAMENTI CLIMATICI E AGRICOLTURA

Bollettino Agrometeorologico Nazionale, Anno IX n°1, pagg 13-15.

Domenico Vento     domenico.vento@entecra.it

Ufficio Centrale di Ecologia Agraria
Ministero delle Politiche Agricole e Forestali

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A febbraio 2001 ha preso il via un progetto triennale di ricerca denominato CLIMAGRI e finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali con D.M.494 e 504/7303/2000. Esso è finalizzato alla conoscenza delle conseguenze, nel settore agricolo, delle variazioni climatiche in Italia; mira cioè ad approfondire, nel Paese, le interconnessioni tra agricoltura e variazioni climatiche.

I cambiamenti climatici e le variazioni ambientali in effetti sono al momento oggetto importante di ricerca scientifica, oltre che di ampio interesse politico ed economico, in quanto possono incidere significativamente sulla qualità della vita e delle attività umane, che di contro possono influenzare il clima in generale.

Già nel 1988 il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), d'intesa con l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), ha costituito un gruppo di esperti di livello internazionale (IPCC: Intergovernmental Panel on Climate Change) per definire lo stato delle conoscenze a livello globale circa:

- il clima e i suoi cambiamenti;
- l'impatto ambientale, economico e sociale degli stessi;
- le possibili strategie di risposta.

I documenti del gruppo IPCC ed i lavori successivi di varie conferenze e comitati internazionali hanno poi portato alla approvazione di una Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (FCCC) firmata anche dall'Italia al Congresso del 1992 di Rio de Janeiro ed entrata in vigore il 21.3.94.

Un passo di approfondimento e di perfezionamento delle intese sul piano internazionale si è avuto alla Conferenza sui cambiamenti climatici di Kyoto, in Giappone, a dicembre 1997; nell'occasione si è approvato un protocollo il cui processo di formalizzazione ha avuto inizio il 15.3.99.

A Kyoto sono peraltro emerse anche alcune incertezze ancora esistenti nel mondo scientifico sull'entità delle conseguenze, dirette e indirette, prodotte dai cambiamenti climatici globali, però si è stabilito che, nel caso specifico, l'incertezza scientifica non deve giustificare l'inazione; da ciò si è avuta l'esigenza di promuovere altre conferenze internazionali, fino a quella di Bonn di novembre 1999, per far maturare accordi politici concreti tesi a ridurre le emissioni di gas serra nell'atmosfera incriminate dei cambiamenti, nel presupposto evidenziato che solo uno sviluppo sostenibile sia da considerare come unico accettabile per il progresso umano.

Finora però, per quanto risulta, hanno ratificato gli accordi di Kyoto solo Kiribati, Trinidad e Tobago, Panama, Mexico, Maldive; nessun Paese industrializzato lo ha fatto. Su questa ratifica anzi è attuale la diatriba tra UE ed USA fin dalla Conferenza delle Parti riunita a L'Aja a novembre 2000.

Tra le organizzazioni più importanti, che a livello internazionale sono attive per la risoluzione dei problemi in esame, ci sono anche la FAO e l'Unione Internazionale delle Società Scientifiche (ICSU). Queste organizzazioni gestiscono importanti programmi di ricerca a cui partecipa anche l'Italia; tra essi c'è il Programma Mondiale sul Clima (WCP). Anche la UE finanzia, nel settore, programmi vari di ricerca.L'Organizzazione Meteorologica Mondiale ha poi attivo un "Working group on the impact of management strategies in agriculture and forestry to mitigate greenhouse gas emissions and to adapt to climate variability and climatic change".

A partire dunque dalle indicazioni dell'IPCC e del WCP, ma anche dalla comunicazione sui cambiamenti climatici presentata a Kyoto dal Ministero dell'Ambiente, si erano tracciate, tenendo naturalmente presente che "ogni strategia mirata di risposta ed adattamento al cambiamento climatico non può fare a meno del contributo della ricerca scientifica", le linee di una proposta di Programma scientifico Nazionale di Ricerca "Meteorologia e Climatologia" (PNRC). Esso però non è ancora decollato.

Il PNRC era stato impostato ed articolato in modo coerente con i programmi europei in materia, perseguendo obiettivi e strategie tali da trovare organica integrazione nei grandi programmi internazionali sul clima e sull'ambiente globale, compresi gli aspetti delle dimensioni umane dei cambiamenti globali e gli aspetti relativi ai sistemi di osservazione del clima.

L'implementazione e l'attuazione del Programma erano stati affidati ai Ministeri competenti (Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, Industria Commercio e Artigianato, Ambiente, Politiche Agricole e Forestali (nel settore forestale), Trasporti). Una parte del PNRC riguardava anche il settore agricolo ed era molto vicino alle linee principali di sviluppo del Progetto finalizzato di ricerca agrometeorologica che l'UCEA, nel quadro, al riguardo, di grande fermento scientifico e politico, andava autonomamente preparando denominandolo poi CLIMAGRI. CLIMAGRI può dunque avere il merito ed il privilegio di costituire il primo forte passo operativo, il primo pezzo di un programma nazionale di difesa del clima.

Il progetto Climagri rappresenta una ricerca nel settore dell'agrometeorologia che vuole iniziare a studiare le conseguenze dei cambiamenti climatici sull'attività agricola e i modi per fronteggiarle.

Un suo obiettivo importante è proprio l'acquisizione di un'analisi agroclimatica del territorio nazionale a tutto campo, evidenziando anomalie e cambiamenti climatici in atto o in ipotesi con riferimento specifico all'impatto che possono avere sull'agricoltura italiana.

Climagri cercherà di dare un primo quadro d'insieme per rispondere, prima di tutto in campo agricolo, alle aspettative italiane in termini di analisi e previsioni dei cambiamenti climatici attuali o prevedibili per il futuro.

Le variazioni o variabilità climatiche, come noto, hanno però risonanze in generale anche sui settori della salute, della sicurezza e dell'economia, tra i cui interessi c'è anche il controllo delle risorse idriche. Per tale motivo CLIMAGRI prende in considerazione, oltre a problematiche agricole in generale, anche alcuni problemi di gestione dell'acqua, che è un elemento che subisce forti condizionamenti di disponibilità in presenza di variazioni climatiche. In futuro se ne potranno esaminare altri.

Infine esso si propone di essere un progetto scientifico con valenza operativa, cioè mira a suggerire possibili modalità di comportamento e a diffondere da subito, con le modalità più appropriate, le informazioni e i risultati in modo efficacemente fruibile da parte dell'utenza agricola.

Esso avrà certamente un ritorno molto positivo di immagine per l'Amministrazione dell'Agricoltura e può soprattutto costituire un'occasione di interesse strategico, scientifico e politico, può essere un mezzo adeguato di governo che il MIPAF può utilizzare per avere elementi più concreti di supporto per la gestione politica, interna ed estera, mettendo le autorità interessate in condizione di rispondere meglio alle esigenze indotte dalle conferenze come quelle di Kyoto, incrementando altresì la credibilità delle affermazioni scientifiche italiane nei consessi internazionali.

CLIMAGRI, con l'informazione dei dati raccolti e delle risultanze sperimentali, aiuterà poi anche a favorire una più attenta maturazione della mentalità di salvaguardia dell'ambiente. Esso vuole comunque essere realistico e di qualità, e quindi all'altezza della competitività e della critica nazionale ed internazionale, nell'affrontare le dimensioni delle problematiche complesse in gioco; non sarà una raccolta, una somma di iniziative non coordinate, non sarà ripetitivo di operazioni già al momento routinarie, semmai di un eventuale miglioramento effettivo delle stesse; cercherà di allestire un primo quadro d'insieme per rispondere, appunto in campo agricolo, alle aspettative del Paese in termini di previsione, analisi e risposta ai cambiamenti climatici previsti o prevedibili e a quelli già in atto.

Nelle 18 linee di ricerca in cui è articolato Climagri sono coinvolte, direttamente o indirettamente, 52 istituzioni di ricerca italiane (Istituti e Dipartimenti universitari, Istituti del nuovo Consiglio per la ricerca e la sperimentazione agricola (CRSA), Istituti del CNR, qualche servizio meteorologico regionale, l'UGM).Gli IRSA del CRSA partecipanti, oltre all'UCEA, a CLIMAGRI sono i seguenti:

Istituto Sperimentale per lo Studio e la Difesa del Suolo (FI)
Istituto Sperimentale per la Frutticoltura (RM)
Istituto Sperimentale per le Colture Industriali (BO)
Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante (RM)
Istituto Sperimentale per la Selvicoltura (AR)
Istituto Sperimentale Agronomico (BA)
Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura (FG)
Laboratorio Centrale di Idrobiologia (RM)

Coordinatore generale del progetto è il dr. Domenico Vento, direttore dell'UCEA. Lo staff di coordinamento si avvale di 4 persone; due per il settore scientifico e tecnico: il dr. Stanislao Esposito e la dr.ssa Chiara Epifani; due per il settore amministrativo: la sig.ra Anna Tritto e la sig.ina Alessandra Saioni. Climagri si articola in 4 sottoprogetti, i cui coordinatori sono i seguenti:

1. Prof. Maurizio Maugeri (Istituto di Fisica Generale Applicata dell'Università di Milano)
2. Dr. Franco Zinoni (Servizio Meteorologico dell'ARPA dell'Emilia Romagna)
3. Dr. Antonio Brunetti (UCEA)
4. Dr. Giovanni Dal Monte (UCEA)

I sottoprogetti sono i seguenti:

· ANALISI CLIMATICHE E SCENARI FUTURI (per acquisire una risposta obiettiva sulla consistenza delle variazioni climatiche in Italia e su vari possibili scenari agrometeoclimatici futuri);

· AGRICOLTURA ITALIANA E CAMBIAMENTI CLIMATICI (per cominciare a valutare cosa significano in Italia per l'agricoltura le variazioni climatiche per progettare eventuali azioni di contrasto);


· SICCITA', DESERTIFICAZIONE E GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE (per approfondire la conoscenza di alcune tematiche ambientali legate a possibili situazioni di carenza di risorse idriche);

· INFORMAZIONE E DIVULGAZIONE DATI (per potenziare al meglio le strutture di diagnosi del tempo e di diffusione dei dati )

Più in dettaglio vengono qui di seguito riportate brevi sintesi delle varie linee di ricerca

Sottoprogetto 1 - Analisi climatiche e scenari futuri - coordinatore prof. Maurizio Maugeri

1.1 - Acquisizione, esame critico ed analisi di serie storiche italiane per lo studio delle variazioni del clima. (Prof. Maurizio Maugeri - Istituto di Fisica Generale Applicata di Milano)

La linea 1.1 ha come finalità principali, sulla base di 38 serie storiche più che centenarie di dati conservati presso l'UCEA, soprattutto quelle della individuazione di trend per i parametri meteo da considerare e quindi di una valutazione, attingendo a dati osservativi, di possibili cambiamenti climatici, nonché il confronto tra gli andamenti osservati a scala nazionale e quelli relativi ad aree più vaste. Le lunghe serie storiche di dati considerano essenzialmente valori medi mensili delle grandezze.

1.2 - Studio di eventuali variazioni delle strutture meteorologiche e dei regimi pluviometrici
italiani.
(Dott. Domenico Vento - UCEA di Roma)

La linea 1.2, che considera solamente le piogge, ha invece come obiettivo principale quello di approfondire la conoscenza di come si sono evoluti, negli ultimi decenni, i regimi pluvioclimatici delle aree rurali e determinare come questi si correlano con quelli delle aree urbane limitrofe ed eventualmente se si può parlare per essi di tropicalizzazione. Si intende, infatti, verificare se i regimi pluviometrici nelle aree di interesse agricolo sono variati e se le tali variazioni sono attribuibili alla urbanizzazione. Tutto ciò viene studiato entrando nel merito delle strutture climatiche delle precipitazioni, nelle aree campione considerate, lungo i vari periodi dell'anno.


1.3 - Costruzione di scenari climatici futuri ad alta risoluzione destinati allo studio del loro
effetto sull'agricoltura italiana.
(Dott. Gaetano Zipoli - IATA-CNR di Firenze)

Per quanto riguarda la linea 1.3, è da dire che essa mira a alla determinazione di scenari relativi al cambiamento climatico previsto a diversa risoluzione spaziale, in relazione alle loro caratteristiche di intensità, variabilità e distribuzione territoriale. Si intende per scenario futuro il frutto di un'analisi d'insieme, afferente al territorio nazionale, relativa alla situazione climatologica prevista in funzione di una possibile variazione delle concentrazioni di gas serra.

Si può anticipare che si utilizzeranno i dati di dettaglio attualmente disponibili relativi ai quattro scenari di emissione di gas serra alteranti il clima, prodotti da un modello di circolazione generale (General Circulation Model - GCM dell'Hadley Centre) alla risoluzione spaziale di circa 350 km e da un modello climatico regionale (Regional Circulation Model - RCM) innestato nel GCM, alla risoluzione spaziale di circa 50 km.

Nei punti di griglia dei modelli relativi al territorio italiano, per ciascuno scenario, sarà effettuata, per i vari parametri meteorologici, una analisi statistica per l'individuazione dei valori climatici medi a livello annuale, stagionale e mensile, per il periodo 1961-1990.

I risultati del modello a grande scala (GCM) e di quello innestato (RCM) saranno verificati in base al confronto della climatologia riprodotta da ciascuno dei due con quella reale, mediante le opportune tecniche statistiche.

Saranno quindi analizzate le anomalie climatiche relative agli scenari considerati, previste dai modelli utilizzati, considerando sia i valori medi delle grandezze meteorologiche rilevanti su base decadale, annuale, stagionale e mensile, sia i valori estremi su base giornaliera.

Sarà effettuata inoltre una valutazione congiunta, con il fattivo contributo dei gruppi delle altre linee di ricerca, degli impatti sulle pratiche agricole delle variazioni previste nel quadro di ciascuno degli scenari selezionati, per quanto riguarda le modificazioni sia dei valori medi che degli eventi estremi dei parametri meteo esaminati.

Gli scenari costruiti in questa fase si proietteranno, per esempio, fino a un numero di anni di un prevedibile moltiplicarsi, con più ipotesi, della concentrazione di anidride carbonica. Saranno anche prodotte e distribuite mappe di sommersione delle aree costiere, in particolare quelle coltivate, in base a varie ipotesi di innalzamento del livello del mare.

Sottoprogetto 2 - Agricoltura italiana e cambiamenti climatici - coordinatore dott. Franco Zinoni

2.1 - Classificazione attitudinale a fini agricoli del territorio nazionale su base climatica e pedologica. (Dott. Luigi Perini - UCEA - Roma)

Per quanto poi riguarda la linea 2.1, è da considerare che la ricerca rappresenta la naturale continuazione di linee di studio e di evoluzione delle specifiche esperienze scientifiche maturate nel tempo dai singoli ricercatori. I suoi risultati saranno per lo più costituiti da una cartografia tematica ad una scala di dettaglio il più possibile spinta realizzando il primo "atlante pedo-agro-climatico" dell'Italia. Si renderà possibile una interazione dinamica con la base dati.

2.2 - Individuazione delle aree agricole e delle colture a forte rischio per variazioni climatiche.
(Dott. Pierpaolo Duce - Istituto per il Monitoraggio degli Agroecosistemi, CNR - Sassari)

Gli obiettivi specifici della linea 2.2 sono l'individuazione di indici di rischio climatico e la messa a punto di metodologie di analisi per la valutazione della suscettibilità alle variazioni climatiche delle aree agricole campione e di alcune colture arboree ed erbaceee tipiche delle aree oggetto di studio, nonché l'individuazione di mappe di rischio climatico per alcune produzioni agricole e di conseguenti strumenti quantitativi e qualitativi di supporto alle decisioni in materia di programmazione agricola del territorio.

2.3 - Effetto delle modificazioni del clima sui rischi da gelate (invernali, precoci e tardive) e sul soddisfacimento in freddo delle specie coltivate. (Dott. Franco Zinoni - ARPA-SMR - Bologna)

L'obiettivo della ricerca 2.3 è la valutazione dell'effetto del cambiamento climatico in atto su alcune situazioni meteo particolari in grado di causare danni ingenti al comparto agricolo; tra l'altro la ridefinizione, per alcune aree tipiche dell'agricoltura italiana, della probabilità di gelate precoci e tardive correlate con i cicli di sviluppo delle principali colture previsti sulla base degli scenari climatici futuri. Si lavorerà anche per la progettazione di una prevenzione dei danni da gelata attraverso la valutazione dell'efficacia dei sistemi di difesa maggiormente ecocompatibili.

2.4 - Impatto ambientale dei principali sistemi colturali in aree di collina, in relazione ai cambiamenti climatici. (Prof. Pierpaolo Roggero - Dip.to di Biotecnologie agrarie ed ambientali Università di Ancona)

L'obiettivo della ricerca 2.4 è la creazione di uno strumento di supporto alle decisioni per la pianificazione integrata dell'uso sostenibile delle risorse agricole e territoriali in ambiente collinare, ipotizzando, nelle aree della ricerca (Marche ed Emilia Romagna), futuri scenari climatici variati.

2.5 - Ruolo attivo dell'agricoltura nei processi di mitigazione del cambiamento climatico globale (Dott.ssa Anna Benedetti - Istituto Sperimentale Nutrizione delle Piante - Roma)

Obiettivo della linea 2.5 è lo studio dell'impatto dei differenti tipi di gestione del territorio (pratiche colturali, ecc.) sul ciclo del carbonio e sulle emissioni di anidride carbonica dal suolo mediante la quantificazione del fenomeno per diverse tipologie di ambiente (aree naturali, riforestate, prati pascoli, …) e di clima. Ciò permetterà di individuare, per l'ambiente italiano, un modello statistico-matematico in grado di stimare il coinvolgimento di alcune differenti situazioni ambientali nel ciclo della sostanza organica e nel processo di mineralizzazione del carbonio e quindi di riduzione della anidride carbonica atmosferica.

2.6 - Previsioni stagionali sperimentali. (Prof. Antonio Navarra - Istituto Nazionale di Geofisica - Roma)

Il prof. Navarra è l'estensore delle Linee Guida del Piano Nazionale di Ricerca per la Protezione del Clima redatto per conto del Ministero dell'Ambiente.

Gli obiettivi della linea 2.6 sono lo studio di alcuni casi tendente ad accertare l'utilizzabilità delle previsioni stagionali in agricoltura, con caratteristiche di accuratezza ed affidabilità a livello della realtà italiana e attraverso la simulazione di un processo operativo. I dati di input saranno diversi da quelli di Reading. Questa ricerca può costituire un test di riscontro per i risultati della linea 2.7.

2.7 - Definizione di sistemi di "dowscaling" di modelli globali di previsione stagionale per l'utilizzo a valle di modelli agrometeorologici a scala nazionale. (Dott. Carlo Cacciamani - ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente)-SMR (Servizio Meteorologico Regionale)- Bologna)

La linea di ricerca 2.7 mira a valutare l'efficacia dei metodi statistici e fisico-dinamici attualmente utilizzati per affinare e meglio localizzare a fini agricoli, in area mediterranea e a livello italiano, le previsioni stagionali realizzate con i modelli di circolazione generale dell'atmosfera. I dati di input sono quelli di Reading.

2.8 - Analisi e catalogazione degli esperimenti agronomici di lungo termine: produttività e ciclo del carbonio. (Prof Giuseppe Zerbi - Dip.to Produzione Vegetale e Tecnologie Agrarie - Università di Udine)

Attraverso l'analisi dei dati di serie di lungo termine di pratiche agronomiche e di produttività, opportunamente filtrate di fatti e fenomeni spuri o di disturbo, la linea 2.8 cercherà le relazioni tra variabili degli ecosistemi e cambiamenti climatici. Sarà comunque realizzato un "data base" che raccolga le principali informazioni e i dati riguardanti le prove agronomiche, come su detto, di lungo termine di supporto alla modellistica agrometeorologica.

E' evidente che qualche linea di ricerca, per esempio la 2.4, dopo una fase preparatoria, può procedere nei lavori solo acquisendo i dati della linea 1.3 del sottoprogetto 1.

Sottoprogetto 3 - Siccità, desertificazione e gestione delle risorse idriche - coordinatore dott. Antonio Brunetti;

3.1 - Monitoraggio permanente della siccità in agricoltura ed evidenziazione dei processi di desertificazione nel sud dell'Italia. (Dott. Antonio Brunetti - UCEA - Roma)

L'obiettivo della ricerca 3.1 vuole determinare gli indicatori che possono consentire lo studio dell'impatto del mutevole scenario climatico sulla capacità di adattamento delle colture agli eventi siccitosi. Ciò permetterà la costruzione di un sistema di supporto alle decisioni in materia di gestione delle risorse idriche, della scelta delle pratiche agricole e della pianificazione ambientale sul territorio nazionale.

3.2 - Programmazione irrigua e analisi della gestione dell'acqua. (Dott. Marcello Mastrorilli - Istituto Sperimentale Agronomico - Bari)

I cambiamenti climatici comportano modifiche nei regimi idrici per piante con diverse esigenze (mais, frumento, sorgo, barbabietola, pomodoro). La ricerca 3.2 mira a studiare come eventuali situazioni climatiche diverse agiscano sullo sviluppo e sulla crescita delle piante mediterranee sopra indicate, effettuando un riesame e un adeguamento ad hoc degli attuali modelli di valutazione dei bilanci idrici.

3.3 - Modelli previsionali delle conseguenze dell'aumento della temperatura e dell'irradianza ultravioletta sulla dinamica di popolazioni zooplanctoniche di interesse in acquacoltura. (Dott. Maurizio Severini - Istituto di Fisica dell'Atmosfera - Roma)

La linea di ricerca 3.3 vuol definire un metodo di diagnosi e di previsione dell'impatto di un eventuale aumento della temperatura dell'ambiente e dell'irradianza ultravioletta al suolo sulla dinamica di popolazioni zooplanctoniche di interesse in acquacoltura, al fine di individuare soglie di allarme, procedure e dispositivi in grado di attenuare le conseguenze negative sulla economicità e sostenibilità ambientale dell'attività produttiva ittica.

3.4 - Stima statistica descrittiva di alcuni casi sperimaentali di incremento artificiale delle precipitazioni. (Prof.ssa Francesca Gallo - Dip.to di Statistica, Università La Sapienza di Roma)

Per quanto riguarda la linea 3.4, si fa presente che l'UCEA ha sempre operato con rigore nel controllo dell'efficacia di interventi tesi ad incrementare artificialmente le precipitazioni del cosiddetto Progetto Pioggia, di verifica di efficacia di interventi artificiali per un incremento delle precipitazioni in Puglia, cofinanziato dall'Amministrazione Centrale dell'Agricoltura.

Si sottolinea che a suo tempo è stata fatta un'analisi critica dei dati in suo possesso, tant'è che essa è stata già presentata, con le relative conclusioni, al Seminario internazionale sulla Weather Modification tenutosi il 22.5.96 al Centro Congressi dell'Università di Roma, in Via Salaria, e ad un Convegno internazionale svoltosi a Bari dall'11 al 15.11.96 sul tema "Theoretical and practical aspects of a regional precipitation enhancement program for the Middle East and the Mediterranean.

Le stesse conclusioni sono state stampate nel 1998 sul n. 18 dell'Informatore Agrario. Le conclusioni sostanzialmente sostenevano che nelle operazioni del Progetto Pioggia, sulla base delle caratteristiche dei dati raccolti al suolo con specifica rete strumentale, non si poteva affermare una dimostrazione di efficacia dell'intervento artificiale.

Quello che allora si propone nella linea di ricerca è un ulteriore approfondimento di effetti collaterali eventualmente prodotti dagli interventi artificiali facendo ricorso allo studio di altri dati, quelli radar e da radiosondaggi, nonché delle modalità operative degli interventi artificiali, a suo tempo non consegnati e quindi non acquisiti dall'Ufficio, perché non di sua competenza.

Da qualche tempo la Associazione Tecnagro, incaricata delle azioni operative, sostiene una qualche giustificazione di affermati giudizi positivi sulla sperimentazione sulla base di dati radar.

Rimane quindi sostanzialmente il fatto che, per questa linea di ricerca, si tratta solo di un esame e di uno studio di dati già da tempo raccolti in campo.

3.5 - Impatto del cambiamento climatico sui sistemi agricoli: ricerca di indicatori di tolleranza alla siccità. (Dott. Enrico Brugnoli - CNR - Istituto per l'Agroselvicoltura, Porano TR)

Oggetto dello studio della linea 3.5 saranno le variazioni della concentrazione relativa degli isotopi stabili dell'ossigeno e del carbonio nei tessuti e negli organi di alcune specie erbacee (girasole, frumento e riso) e arboree (castagno, pioppo e querce); si individueranno, su detta base, indicatori di tolleranza a stress ambientali, in particolare alla siccità ed alle elevate temperature, attribuibili a cambiamenti climatici, al fine di formulare modelli previsionali di produttività agrarie in ambienti caratterizzati presumibilmente da differente disponibilità sia idrica del suolo, sia di vapor d'acqua.

Sottoprogetto 4 - Informazione e divulgazione dei dati - coordinatore dott. Giovanni Dal Monte;

4.1 - Diffusione informatizzata dei dati e dei risultati del progetto CLIMAGRI (Dott. Giovanni Dal Monte - UCEA - Roma)

La linea di ricerca 4.1 fornirà un servizio nei confronti di Climagri nel suo complesso, affinché i partecipanti possano condividere dati e informazioni provenienti dalle singole ricerche e diffondere all'esterno i dati ed i risultati per promuovere più efficacemente l'azione divulgativa.

4.2 - Potenziamento della modellistica meteorologica ad area limitata finalizzata alla previsione agrometeorologica operante in ambito MiPAF. (Dott. Andrea Buzzi - ISAO-CNR - Bologna)

La linea di ricerca 4.2 specializzerà a fini agricoli, e con un dettaglio molto maggiore dell'attuale, la previsione a breve termine fornita dal modello del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) ad area limitata denominato DALAM. Partendo dai dati di input forniti dal ECMWF di Reading, le nuove procedure consentiranno di giungere a risoluzioni spaziali almeno doppie rispetto a quelle attuali e daranno così un supporto ancora più curato alle previsioni agrometeorologiche, che l'UCEA prepara dal 26.4.1999 per la diffusione giornaliera sul canale televisivo RAINEWS24 e per il sito INTERNET del MIPAF/UCEA.


Nell'ambito del sottoprogetto 4 va compresa un'attività di diffusione internazionale dei dati e delle risultanze raccolte da CLIMAGRI. Si tratta di una collaborazione con la FAO, che mira al trasferimento delle metodologie, sviluppate nel progetto, verso i Paesi in via di sviluppo gravitanti sul Mediterraneo, oltre che alla cura di un sito INTERNET multilingue specificamente sviluppato per l'informazione di aggiornamento sullo stato dell'arte di CLIMAGRI.

Un'informazione infine è stata inviata ai Focal Point italiani dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) e dell'IGCTE ( ). Il suo testo è quello qui di seguito riportato:

This note informs about a three-year agrometeorological research project which started in February 2001 and has been named CLIMAGRI. Its subject is "Climatic changes" and "Agriculture".
CLIMAGRI project is in fact an agrometeorological research to believe as a main goal to constitute the first operational step of a national program of safeguard of the climate. The project is coordinated by the UCEA under the Italian Ministry of Agriculture and Forestry Policies.
One of its important objectives is to obtain a climatic analysis of the national territory on the basis of centuries-old climatological series of observative data kept in the seat of the Institute, evidencing climatic anomalies and changes in action or hypothesis with a specific impact on agricultural sector.
CLIMAGRI intends to face some problems of possible impact of the climate changes in the agricultural field, but also to propose contrast of them. Climatic changes might also have an impact on other socio-economic sectors and, in particular, on the control of water resources. Therefore CLIMAGRI takes in consideration also some problems of water use and management which are strongly related to climatic variations.
CLIMAGRI intends also to improve its Data Assimilation Limited Area Model for meteorological forecasts and so to render it much more detailed. Even more CLIMAGRI intends to lower seasonal meteorological forecasts of Reading at the detail of the Italian geographic area.
Finally, CLIMAGRI project must be considered as a scientific program but with an operational component. It means that it will propose methodologies in order to disseminate, with appropriate modalities, the information and the results in an effective way to various users in the agricultural sector.
CLIMAGRI has the collaboration, in direct or indirect manner, of about 40 Institutions (Italian Universities, National Research Council, Regional Meteorological Services, Meteorological Service of the Air Force…).
Research activities carried out within CLIMAGRI project will create the optimal frame to acquire important knowledge of the climate variability and change in Italy and of the its direct influence qualitatively and quantitatively on agricultural productions. The knowledge has a great role to play in the safeguard of the climate and in attaining sustainable development.
CLIMAGRI wants to give a wide diffusion of the final results.
So CLIMAGRI pursues also the aim of a collaboration with the technical and organizational structure of the FAO for the transfer of methodologies developed in its framework to the developing countries of the Mediterranean area. In fact FAO will use its own competences in order to promote collaboration between Italian scientists and their counterparts in northern African countries.
A multilingual computer node and the dissemination of the results in real-time through Internet will be created. The most important documents will be translated into English and French.

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Ricerca svolta nell'ambito del progetto finalizzato CLIMAGRI finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali D. M. 484 e 504/7303/2000 - Pubblicazione n.1

 

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